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Chi siamo - nelPiceno, la riviera tutto l'anno

Nelpiceno.it è un progetto della Società Cooperativa Liberi Cantieri Digitali e degli operatori turistici che vi hanno aderito finalizzato alla promozione del territorio costiero piceno su diversi media (internet, carta stampata, social networks etc).

Il portale, inaugurato nel 2009, è attualmente in fase di ristrutturazione e contiene informazioni aggiornate sugli eventi del territorio Piceno, con particolare riferimento a San Benedetto del Tronto, e sulle proposte degli albergatori aderenti.

Nelpiceno.it non esercita alcuna attività di intermediazione: è semplicemente un portale a sostegno di un network di aziende efficienti che hanno a cuore l'immagine del territorio in cui operano.

NelPiceno.it è un progetto aperto a quanti vogliono contribuire a farlo crescere: che siano aziende, enti o semplici privati che vogliono contribuire all'aumento della popolarità di questo territorio meraviglioso.

Per questo motivo, se ritieni di avere foto, testi, eventi da promuovere di pubblico interesse, non esitare a contattarci sottoponendoci il tuo materiale. Allo stesso modo, se sei un visitatore che desidera informazioni più approfondite o aggiornate, prova a contattarci: lavoreremo per migliorare il sito e renderlo più conforme alle tue aspettative e necessità.

Buone vacanze, naturalmente nelPiceno!

Ascoli Piceno > Caffè Meletti
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L'atmosfera calda e fumosa dei caffè d'altri tempi rivive nella piazza del Popolo di Ascoli. Un irresistibile invito a perdersi negli aromi del tempo.

Il Caffè Meletti, di Ascoli Piceno, fa parte dell’elenco dei 150 caffè storici d'Italia. È da sempre stato considerato il ritrovo dei personaggi più illustri della città, punto di incontro di cultura e di vita mondana.
Costruito negli anni 1882 - 1884 accanto a Palazzo dei Capitani del Popolo, ed inaugurato nel 1907 il Meletti, più volte restaurato, ancora oggi conserva il fascino dello stile liberty ed il suo colore dominante, rosa salmone, lo contraddistingue fra tutti i palazzi storici della città. Il confortevole e classicheggiante arredo interno è costituito da grandi specchi, piccoli divani di velluto verde, tavolinetti rotondi con piano di bianco marmo di Carrara e piede in pesante ghisa, soffitto decorato.
Ha un portico con arcate e soffitto affrescato da Giovanni Picca, decoratore teatrale italiano, della seconda metà del 1800. Le sue decorazioni sono state riportate di nuovo alla luce con il restauro del 1998.
Dopo 83 anni fu chiuso nel 1990, lasciando un enorme vuoto nella popolazione ascolana. Dopo otto anni di attesa nel 1996 fu acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno che, dopo un particolareggiato restauro lo restituì alla città il 19 dicembre 1998. Fu inaugurato dal Sindaco Roberto Allevi insieme al Presidente della Fondazione CARISAP Franco Spalvieri.
Fra gli illustri frequentatori occasionali del Caffè Meletti si annoverano artisti come Mario Del Monaco, Beniamino Gigli, Pietro Mascagni, Hemingway, Guttuso, Sartre, Simone de Beauvoir, Mario Soldati, e politici di levatura nazionale come Sandro Pertini e Giuseppe Saragat.
Il Caffè ha ospitato inoltre set cinematografici: nel 1960 vi furono girate, da Francesco Maselli, scene del film I delfini; nel 1971, da Pietro Germi, alcune immagini di Alfredo Alfredo.
La particolarità del locale è costituita dall’assaggio dell’”anisetta con la mosca” cioè con dentro il bicchiere un chicco di caffè.
Celebre la definizione del Trilussa quando scrisse: “Quante favole e sonetti m’ha ispirato la Meletti”.

Si tratta di un liquore a base di anice (Pimpinella Anisum) coltivato e prodotto nelle immediate vicinanze di Ascoli e sapientemente lavorato secondo la ricetta di casa Meletti, perfezionata nel 1870 da Silvio Meletti.

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Artigianato > Tessuti
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Ogni famiglia contadina ha il suo telaio per la tessitura casalinga per produrre in proprio ogni genere di tessuto

La lavorazione della lana ha notevole rilevanza nel Piceno, specialmente tra Medioevo e Seicento, nei centri di Ascoli Piceno e Fermo, ai quali si aggiunge poi anche Amandola, centro dei Monti Sibillini. È proprio ad Amandola che l’attività della tessitura resiste più a lungo con costanti rapporti commerciali con l’Europa.

Anche la lavorazione della seta è attività di tradizione secolare nel Piceno. Ad Ascoli, a partire dal Quattrocento, si coltivano i gelsi per la produzione della seta. La massima fioritura di questa attività si ha nel Piceno tra Ottocento e Novecento. Anche nell’area fermana la lavorazione della seta raggiunge livelli considerevoli.

Ogni famiglia contadina ha il suo telaio per la tessitura casalinga per produrre in proprio ogni genere di tessuto. Una diffusione consistente dei laboratori domestici si ha a Petritoli, Monterinaldo, Monteleone di Fermo e Rapagnano, nel Fermano. A Monteprandone, Colli del Tronto, Castorano, Offida, Castignano, Rotella e Folignano, per quanto riguarda l’Ascolano.

La preparazione del telaio è un’operazione molto complessa, più dell’effettivo procedimento di tessitura e confezione del prodotto. Preparare il telaio non vuol dire infatti solo inserire la materia prima da tessere, ma anche predisporre gli accessori e le varie componenti del telaio. Il semplice allestimento del telaio in sé richiede all’incirca una settimana. La più complessa operazione preparatoria è quella dell’allicciatura. I fili devono essere intrecciati uno ad uno passando attraverso i licci, dispositivi che sollevano e abbassano i fili dell’ordito, permettendo la formazione della trama e quindi la realizzazione del tessuto.

Nel Novecento la lavorazione artigianale dei tessuti si trasforma fino a diventare industria. L’attività di tessitura artigianale resiste ancora in alcune aree dell’entroterra piceno, soprattutto per quanto concerne la lana.

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Ascoli Piceno > Le Chiese
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Cuore nevralgico della città, il patrimonio artistico delle chiese di Ascoli non ha eguali nelle Marche. Le numerose chiese, sparse su tutto il territorio, testimoniano una millenaria tradizione religiosa ed artistica.

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Borghi e Rocche Storiche > Montefiore dell'Aso
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Dal culto della Dea Flora alle rovine arrivate ai nostri giorni, Montefiore ha nella sua essenza un antichissimo passato

Sito a 411 mt. s.l.m., Montefiore dell'Aso è un delizioso centro medievale arroccato su di uno strapiombo tra le valli del fiume Aso e del torrente Menocchia. Il suo orizzonte spazia dai Monti Sibillini al mare, distante solo pochi km. Il paesino ha origini antichissime ma rimangono poche testimonianze dell'epoca Piceno- Romanica; si sono conservati invece tratti della cinta muraria medievale e numerosi palazzetti sei-settecenteschi.
La tradizione lega il toponimo Montefiore al culto della Dea Flora (Mons Floris), divinità campestre venerata dalle antiche popolazioni italiche prima della conquista romana.

Montefiore affonda le sue radici nell'epoca preistorica, documentata dalla presenza di materiali di ceramica, rame, bronzo e ferro. Da questo importante momento storico, Montefiore trae lo spunto per uno sviluppo più marcato nell'epoca romana, testimoniata dalle grotte sepolcrali, necropoli del I e II sec.d.C.. Nel medioevo emerge la figura del Cardinale Gentile Partino, che ha lasciato nel paese un pregevole monumento sepolcrale (1310), custodito nella chiesa di S.Francesco, la cui abside a volte originali è arricchita da affreschi del sec. XIV. Il XV sec. rappresenta il momento dell'incontro con il pittore veneto Carlo Crivelli. Suo è l'importante polittico custodito nella chiesa di S.Lucia. La tradizione artistica si consolida in questo secolo con Adolfo De Carolis e Domenico Cantatore: di entrambi è presente una ricca raccolta.

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