Nel Piceno - Hotel a San Benedetto del Tronto, Grottammare, Cupra Marittima - La riviera aperta tutto l'anno
CHISIAMO     EVENTI     GLIHOTEL     PHOTOGALLERY     COMEARRIVARE    
Al cospetto della Sibilla
testata_itinerari_montemonaco.jpg

Un itinerario per la visita di Montemonaco e delle frazioni di San Giorgio all'Isola, Vallegrascia e Tofe. Area d’interesse: storico-paesaggistica

Il regno della Sibilla

La leggenda della Sibilla risale all'antichità, tanto che già alcuni scrittori d'età romana citano l'oracolo dell'Appennino. La sua notorietà crebbe durante il periodo medioevale, così come quella del lago di Pilato, chiamato anche lago della Sibilla. Su queste montagne giungevano alchimisti e stregoni da tutta Europa, in cerca di formule magiche e con il sogno di interrogare i morti.

La Sibilla divenne così anche la protagonista di romanzi popolari, come la storia del Guerin Meschino raccontata da Andrea da Barberino. Guerino era un cavaliere che entrato nella grotta aveva poi vissuto tra le ricchezze con la Regina e la sua corte di fate. Pentitosi aveva raggiunto Roma e chiesto ed ottenuto il perdono dal Papa in persona.

Durante il 1400 in molti vennero a visitare questo territorio ed in particolare il cavaliere francese Antoine De La Sale ha lasciato un dettagliato resoconto dei suoi viaggi e dei suoi incontri in questo territorio, con una mappa che riproduce in maniera esatta le località odierne.

La lettera di De La Sale descriveva l'aspetto dell'ingresso della grotta che si trova subito sotto la vetta del monte Sibilla. Al suo interno erano presenti sedili in pietra e graffiti con le insegne dei cavalieri che erano giunti in quel luogo.

La diffusione verso la Francia e la Germania della figura della Sibilla diede origine alla leggenda di Tanhauser, il cavaliere maledetto che viveva con la Regina e la sua corte in una grotta (Venusberg). Anche Tanhauser cercò il perdono di Papa Urbano IV, che però glielo negò e il cavaliere fece ritorno alla corte della Sibilla. Questa versione della leggenda ha ispirato l'opera lirica di Richard Wagner e scrittori e artisti come Aubrey Beardsley.

Durante il Medioevo questa figura venne ad intrecciarsi con altre leggende locali, come quelle relative alle fate che apparivano tra il Vettore e la montagna della Sibilla, che entravano in contatto con gli uomini dei villaggi, lasciando tracce visibili del loro passaggio.

Il paese di Montemonaco era la base di partenza privilegiata di questi cavalieri e maghi che per sogno di conoscenza o di ricchezza sfidavano l'autorità della Chiesa, che non era di certo tenera con eretici e stregoni.

Per raggiungere Montemonaco dalla costa è possibile scegliere due itinerari. Il primo, più rapido, prevede il transito lungo la superstrada Ascoli-Mare e la Salaria, girando poi in direzione di Roccafluvione. Poco più avanti il traforo di Croce di Casale permette di raggiungere la periferia di Comunanza. L'altro itinerario si sviluppa lungo la Valdaso fino a Comunanza, attraverso i frutteti. A questo punto la strada costeggia il lago di Gerosa, per poi salire al centro storico.

A passeggio lungo le mura

All'origine dell'insediamento c'è probabilmente una chiesa benedettina, da cui deriva il nome stesso del paese, successivamente trasformatosi in un castello indipendente. In questo punto convergevano vari percorsi d'attraversamento delle montagne, e il castello garantiva riparo e controllo del territorio. Oggi i resti della imponente cinta muraria fanno parte di un giardino pubblico che offre una vista su tutta l'area dei Monti Sibillini. Il paese offre tutti i servizi di una piccola località turistica di montagna e in particolare l'occasione di gustare specialità di salumi e formaggi locali. Sui muri delle case i segni della prosperità del Medioevo, che ha lasciato importanti chiese affrescate, il Palazzo Comunale e la Torre.

Chiese e villaggi sulle strade dei monti

Come per tutti i paesi dell'area dei Sibillini anche per Montemonaco ha particolare importanza la miriade di piccole frazioni, abbandonate per buona parte dell'anno ma che d'estate tornano a riempirsi dei figli degli emigranti o di turisti e gruppi giovanili.

Nei pressi del lago artificiale di Gerosa si trova la chiesa di San Giorgio all'Isola, che edificata intorno all'anno mille racchiude diversi cicli d'affreschi, di cui quelli dell'abside presentano un insolito stile bizantino. Il luogo è spesso affollato d'estate, ma offre la possibilità di avvicinarsi alle acque del lago passando su prati. La balneazione è vietata.

A poca distanza la frazione di Vallegrascia testimonia la ricchezza raggiunta dalle famiglie durante il Medioevo e il Rinascimento. Si possono apprezzare la lavorazione della pietra e le decorazioni di porte e finestre. All'ingresso della frazione si trova la chiesa di San Lorenzo, risalente al XII secolo e nella quale è presente una cripta con capitelli decorati. I lavori di restauro hanno portato alla luce lastre scolpite con storie della Genesi, probabilmente precedenti all'edificio. [004]

Nei pressi della frazione di Tofe si trova la chiesa di Santa Maria di Casalicchio, che presenta una complessa serie di affreschi devozionali. La chiesa riveste un ruolo importante per la comunità di Montemonaco, che vi scende in processione per la festa di San Sebastiano il 20 gennaio (e con qualsiasi clima), in ringraziamento per una pestilenza scampata nel'600. Sulla parete esterna si trovano due stelle, a cinque e sei punte, scolpite intorno ad una monofora.

Tutte le chiese delle frazioni sono aperte la prima e terza domenica del mese, grazie al progetto “Open Sibillini Aperti” http://www.sibilliniaperti.it/.

Montemonaco è la base per molte escursioni all'interno del Parco Nazionale dei Sibillini, dalle più semplici come quella alle gole dell'Infernaccio e all'eremo di San Leonardo, alle più complesse salite in vetta sulla Sibilla o ai Laghi di Pilato e al Monte Vettore. Il clima, soprattutto nel mese di agosto, riserva temporali pomeridiani ed è bene prepararsi per non essere colti di sorpresa.

Scheda Itinerario

Luoghi
Montemonaco e le frazioni di San Giorgio all'Isola, Vallegrascia, Tofe
Durata
Mezza giornata per la visita di Montemonaco e delle frazioni. Per eventuali escursioni in montagna, prendere adeguate e specifiche informazioni. Per raggiungere Montemonaco è necessaria circa un'ora seguendo l'Ascoli-Mare e il traforo di Croce di Casale, un'ora e trenta seguendo la Valdaso.
Kilometraggio
circa 140 Km andata e ritorno per entrambi i percorsi.