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All'ombra dei boschi
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Guida alla visita: itinerario per Acquasanta, Arquata e frazioni. Area d'iinteresse: storico-paesaggistica

La Salaria è una antica strada consolare che collegava Roma con i luoghi di produzione del sale sul mare Adriatico. Il percorso era già utilizzato, prima che dai Romani, dai Sabini e dai Piceni, per collegare Adriatico e Tirreno. Da Castrum Truentinum, che si trovava accanto alla foce del Tronto, la strada risaliva fino ad Ascoli per attraversare le montagne in direzione di Rieti. Proprio a ridosso dei monti Sibillini e dei monti della Laga si trovano due tra i più suggestivi abitati della Provincia di Ascoli Piceno.

Acquasanta Terme (a circa 20 km da Ascoli Piceno) deve il suo nome a sorgenti termali impiegate per le cure di varie patologie, in particolare quelle respiratorie. Il paese oggi è costituito da diverse piccole frazioni, indipendenti tra loro per tutto il periodo medioevale, tutte costruite in armonia con la natura circostante. La più antica testimonianza dell'esistenza del paese si deve addirittura alla Tavola Peutingeriana (http://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_Peutingeriana), una carta geografica d'età romana, che mostrava tutte le strade dell'epoca. Lungo la Salaria è raffigurata Vicus ad Aquas, l'odierna Acquasanta.

La dimora sulla roccia

Castel di Luco, facilmente individuabile dalla Salaria, sembra sorgere direttamente dalla roccia. Costruito su uno sperone di travertino, il castello ha una forma di cerchio chiuso, leggermente irregolare. Ai suoi piedi si trovano le case del piccolo borgo. Da qui era possibile controllare il passaggio dell'antica via consolare, ma nel corso del tempo passò dall'essere una fortezza a dimora gentilizia.

L'antico covo dei briganti

Un semplice percorso naturalistico conduce da Castel di Luco alla più grande frazione di Paggese. Nella piazza principale della frazione si trova la chiesa di San Lorenzo, che ospita un trittico di Pietro Alemanno. Accanto alla chiesa si trova la cosiddetta “sala del Parlamento” dove si svolgevano le riunioni per l'amministrazione del territorio. La sala offre testimonianza dello scorrere della vita e degli anni, grazie ai graffiti che raccontano le pestilenze, i passaggi degli eserciti o i momenti del quotidiano. Durante l'Ottocento Paggese e l'acquasantano diventano un covo di briganti. Durante le guerre napoleoniche sono le gesta di Sciabolone a costringere l'esercito francese ad un trattato. Negli anni sessanta invece Giovanni Piccioni, sostenuto dai curati di Paggese, impegna i piemontesi per due anni con una guerriglia in favore del Papa. Verrà catturato e condannato ai lavori forzati, trovando la morte nel carcere di Forte Malatesta ad Ascoli Piceno.

I paesi costruiti nella roccia

Sulla sponda nord del Tronto consigliamo la visita ai borghi di Tallacano e Cocoscia, circondati da boschi, feriti da un duro incendio nel 2007. In quest'area si trovano vari mulini ad acqua visitabili. La particolarità del borgo di Tallacano è nella sua costruzione direttamente sulla pietra, con case quasi incastonate negli speroni e davanti alle grotte. Particolarmente suggestiva la minuscola piazza su cui si affacciano la chiesa e la casa parrocchiale, sulla quale si cammina sulla pietra viva e da cui parte una spettacolare passeggiata sulla cresta della rupe. Da qui è possibile vedere altre frazioni immerse nei boschi, alcune delle quali totalmente disabitate. Data la particolarità del terreno consigliamo di indossare calzature comode e con buona presa, anche scarpe da ginnastica, per non correre il rischio di scivolare. Per raggiungere la frazione seguire le indicazioni per Centrale di Acquasanta e successivamente per Agore.

Cascate e grotte dei torrenti

Le frazioni di Pozza e Umito furono invece luogo di duri scontri della guerra partigiana, che nell'acquasantano fu piuttosto cruenta e alla cui testimonianza resta un cimitero partigiano. Da Umito parte uno dei più bei sentieri della zona che attraverso il bosco porta alle cascate della Prata e della Volpara, all'interno dei Monti della Laga. Pure se il percorso non presenta particolari difficoltà la sua lunghezza richiede attrezzatura adeguata. In particolare all'altezza di Porta del Papa, un punto isolato tra i boschi, colpisce la presenza di un riparo e di un forno impiegati dai carbonai e dai pastori che vivevano tra le montagne. (http://www.lagagransasso.it/laga/casc_prata_volpara.htm)

Per quanti vogliono vivere un'esperienza unica l'Associazione Speleologica Acquasantana organizza attraverso il proprio Centro di Educazione Ambientale visite guidate alle grotte e alle gole del Rio Garrafo, durante le quali è possibile visitare ambienti naturali straordinari, dai quali sgorgano le acque termali. (http://www.asaspeleoclub.netsons.org/asaspeleoclub/joomla2/)

La Rocca tra due Parchi

Il territorio del comune di Arquata del Tronto è soggetto a due Parchi Nazionali: a nord, quello dei monti Sibillini, a sud quello dei Monti della Laga.

Il centro principale del comune è dominato dalla Rocca, costruita a partire dal '200 e continuamente rimaneggiata nei secoli successivi, in base alle nuove tecniche di assedio. Rivolgendosi al centro informazioni è possibile compiere una visita guidata. Dai giardini intorno alla Rocca si apre una vista sul monte Vettore, sulla valle del Tronto e sui borghi di Pretare e Piedilama. Anche per Arquata rivestono grande importanza le piccole frazioni.

Spelonga, nella cui chiesa si conserva una bandiera strappata ad una nave turca durante la battaglia di Lepanto del 1571 e proprio alla battaglia di Lepanto è legata la “Festa Bella” che si tiene ogni tre anni (la prossima nel 2010): ai primi d'agosto un centinaio di uomini si inoltra nei boschi per scegliere un albero, a ricordo di quelli che servirono per costruire la flotta cristiana. L'albero viene abbattuto e portato a mano dalle squadre degli uomini fino alla piazza del paese, dove viene issato e intorno ad esso viene allestita una simbolica nave turca. Nei giorni successivi si svolgono manifestazioni religiose e popolari che culminano nell'incendio della nave. (http://www.spelonga.it/info/la-festa-bella/)

Pretare, alle pendici del Monte Vettore è invece un piccolo borgo legato alla leggenda della Sibilla. Le fate che vivevano nella grotta della Sibilla Appenninica scesero di notte fino al paese e si fermarono a ballare con i giovani ma fuggirono prima dell'alba. Le loro impronte segnarono il cammino per la montagna. A ricordo della leggenda il 16 agosto, giorno di San Rocco, si svolge la festa delle Fate.

L'arte di attraversare un fiume

Il tracciato della Salaria, costretto a passare da un lato all'altro del Tronto, obbligò già i Romani a realizzare grandi ponti per collegare le due sponde. Durante i secoli successivi alcuni ponti vennero abbattuti da piene, o la loro posizione non era più vantaggiosa per i viaggiatori. Le frazioni di Ponte d'Arli (Acquasanta) e Quintodecimo (Acquasanta) e di Trisungo (Arquata) presentano ponti di epoche diverse. Sono i luoghi in cui è più semplice ammirare la straordinaria capacità degli ingegneri e degli operai del passato nel superare le sfide poste dalla natura.

Scheda Itinerario

Luoghi
Acquasanta Terme - Arquata del Tronto
Durata
Intera giornata per l'itinerario completo; mezza giornata per la visita di Acquasanta, Paggese e Castel di Luco. Per raggiungere il centro di Acquasanta sono necessari circa 30 minuti lungo la Superstrada Ascoli-Mare e la Salaria.
Kilometraggio
circa 120 Km andata e ritorno tra Arquata e Porto d'Ascoli, cui vanno aggiunti i brevi tragitti per le singole frazioni.