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Le Chiese
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Cuore nevralgico della città, il patrimonio artistico delle chiese di Ascoli non ha eguali nelle Marche. Le numerose chiese, sparse su tutto il territorio, testimoniano una millenaria tradizione religiosa ed artistica.

Cattedrale di S. Emidio

La cattedrale di Sant'Emidio, duomo della città di Ascoli Piceno dedicato al suo patrono, si trova con il palazzo dell'Arengo a piazza Arringo, il centro della vita cittadina nel periodo comunale.
L'attuale edificio è il risultato di molti adattamenti e sovrapposizioni avuti tra l'VIII ed il XVI secolo. Alcuni resti rinvenuti durante i lavori di restauro della cripta del 1967 dimostrano che il primo tempio fu costruito addirittura nel IV o V secolo su un preesistente edificio di epoca romana ritenuto un tempio pagano.
La facciata del duomo, di forma rettangolare, realizzata tra il 1529 ed il 1539 su disegno di Cola dell'Amatrice, si mostra impostata su un solo ordine architettonico. Costruita in blocchi levigati di travertino è scandita in tre parti da quattro colonne corinzie ognuna delle quali ha una retrocolonna piana sostenuta da un piedistallo che poggia al di sopra di una base attica. Nella porzione del prospetto al di sopra delle 4 colonne corrono orizzontalmente architrave, fregio e l’importante cornicione sorretto da mensole.
Il fianco sinistro del duomo, prospiciente il battistero, risale al 1485. È ornato da lesene corinzie scanalate e nei loro interspazi sono sistemate bifore gotiche ornate di colonnine tortili e di trafori finissimi.
L'ampia aula interna del duomo, di gusto romanico-gotico, si sviluppa da una pianta a croce latina ed è suddivisa in tre navate da sei pilastri ottagonali sormontati da capitelli rinascimentali che sorreggono le volte. In corrispondenza dei sei pilastri, sulle pareti laterali, si trovano delle lesene con capitelli corinzi e negli interspazi tra le lesene sono realizzate delle conchiglie.
Sui pilastri delle tre navate sono presenti numerosi monumenti funerari, come quelli del vescovo Filippo Lenti e di Giuseppe Maria Carpani, entrambi, opere di Giuseppe Giosafatti, di Gaspare Sgariglia, opera di Martino Bonfini di Patrignone, del principe romano Silla Orsini, morto nel 1592, di Girolamo Santucci, realizzato nella prima metà del XVI secolo, di Girolamo Tuberi, morto in concetto di santità nel 1532, e di Francesco Antonio Sgariglia, morto il 15 marzo 1669. Alla base del pilone tra la cappella del Sacramento ed il transetto vi è un'urna senza iscrizione che presumibilmente è la tomba di Leone, Giovanni o Rinaldo Sforza, che vissero nella prima metà del XV secolo, oppure del vescovo Pietro.
Sotto la cupola si trova l'altare maggiore, sormontato dal ciborio ligneo che richiama lo stile bizantino misto a motivi gotici. Il ciborio fu eretto nel 1895 su disegno dell'architetto Giuseppe Sacconi, 1895-1905, ed è ornato da quattro bassorilievi degli Evangelisti, opera di Giorgio Paci, 1820-1914.

Cripta di S. Emidio

Sotto la navata centrale del Duomo di Ascoli Piceno si apre la Cripta di Sant’Emidio. È costituita da uno spazio sotterraneo quadrangolare pervaso di silenzioso, suggestivo misticismo, appena rischiarato da delicate luci che si intravedono tra il ricco colonnato.
Vi si accede scendendo dalla scala che si trova in fondo alla navata laterale sinistra dell’aula principale della cattedrale.
Questa cripta fu costruita nella metà dell’ XI secolo per ospitare le reliquie di Sant'Emidio Patrono della città, qui trasportate, dalle catacombe di Campo Parignano, dall’allora vescovo Bernardo II (1045 - 1058). Il ritrovamento dei resti del Primo Vescovo di Ascoli fu definito una “inventio” miracolosa.
La leggenda vuole che siano state individuate grazie alla presenza di una pianta di basilico che cresceva all’interno della sepoltura ipogea della necropoli di Sant’Emidio alle Grotte, primo luogo di tumulazione del Santo.
Monsignor Ambrogio Squitani, vescovo, nel 1954, impreziosì questa cripta decorando le pareti e le 4 vele al di sopra dell’altare con una serie di pregiati mosaici. Questi rievocano avvenimenti ascolani accaduti durante l'ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale e la benevola protezione di Sant’Emidio nei confronti dei fedeli della città.

Battistero di S. Giovanni

Il Battistero di San Giovanni di Ascoli Piceno sorge su Piazza Arringo collocato al lato sinistro del prospetto principale della Cattedrale dedicata a Sant'Emidio, Patrono della città.
È un monumento semplice ed austero nelle forme di architettura sacra che ben rappresenta lo stile romanico ad Ascoli, annoverato tra i migliori esempi di arte religiosa italiana è inoltre presente nell’elenco dei monumenti nazionali italiani.
La sua struttura si mostra solida e massiccia completamente realizzata da blocchi squadrati di travertino, alcuni riutilizzati e provenienti da altri edifici, altri si ritiene da un preesistente fabbricato. Alla base del lato est del monumento si nota la presenza di reperti di mura romane.
L’inizio della sua costruzione è di difficile datazione, tuttavia si ipotizza, dai rinvenimenti archeologici del 1828, e dagli ulteriori scavi avvenuti nel decennio compreso tra il 1870 ed il 1880, che la parte interna dell’edificio sia stata un tempio pagano del Foro ascolano dedicato forse ad Ercole.
Il corpo di fabbrica si sviluppa da una base quadrata sormontata da un tiburio ottagonale, aperto da 4 monofore, sovrastato da una cupola circolare arricchita da una lanterna a base quadrata e cuspidata alla sommità, utile per dare luce all’interno. I lati esterni del tiburio sono abbelliti da arcate trifore cieche a pieno sesto, nella porzione esposta ad Est ci sono due bifore anch’esse cieche. La serie di questi archetti fu aggiunta nell’intervento di conservazione del XII secolo.
Lo storico Mario Sabatucci ha attribuito una lettura simbolica alle forme del battistero ascolano leggendolo secondo affinità alla dottrina cristiana. Il quadrato rappresenta, secondo questa interpretazione, la terra ed i suoi 4 elementi: aria, terra, fuoco ed acqua, i quattro punti cardinali, le quattro stagioni e le quattro età della vita umana. La cupola a pianta circolare, come il cerchio e la sfera, rappresenta l’eternità quindi il Paradiso dei credenti.

Chiesa di S. Francesco

Dal punto di vista urbanistico, la chiesa di San Francesco è tra i monumenti che, insieme al Palazzo dei Capitani, allo storico Caffè Meletti ed alle logge, delimitano Piazza del Popolo, cuore della città di Ascoli Piceno.
Questa costruzione, è ritenuta una delle migliori opere italiane da addurre come esempio della transizione dallo stile romanico a quello gotico, nonché la chiesa francescana più rappresentativa della regione Marche. Essa costituisce il centro di un complesso monumentale composto anche dai due chiostri annessi: il Chiostro Maggiore ed il Chiostro Minore