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Le città di Travertino
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Area d'interesse: storico-architettonica

Il percorso dell'itinerario


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Le tracce dei Longobardi

Il nostro percorso di visita comincia dalla frazione di Castel Trosino, posta su uno sperone di travertino lungo le sponde del fiume Castellano. Seguendo il tracciato della superstrada Ascoli Mare, imbocchiamo l'uscita di Porta Cartara, quella più prossima al centro cittadino di Ascoli Piceno. All'incrocio prendiamo in direzione di Valle Castellana (comune diffuso della Provincia di Teramo e compreso nel territorio del Parco Nazionale dei Monti della Laga). Dopo pochi chilometri di strada in salita vedremo il profilo di Castel Trosino ergersi su uno sperone roccioso al di sopra dei boschi e del fiume. Poco prima del borgo troveremo un ampio parcheggio. Lungo la strada troveremo le indicazioni dei sentieri che portano alla necropoli longobarda scoperta nel 1893, e il cui tesoro di corredi funebri in oro e argento è oggi nei musei di Ascoli, Ancona, Roma e New York. Tutto il borgo è stato edificato e restaurato con il travertino, pietra locale, e già la piccola salita che porta all'antico ingresso del castello ne offre esempio.

La visita dei vicoli ci svela un borgo ordinato e pulito, brillante per il candore della pietra, con improvvisi scorci sulle montagne coperte di boschi, o sull'antico convento di San Giorgio, che svolgeva anche funzioni di avvistamento militare. Lungo la strada principale del borgo si trova una bassa costruzione che porta il nome popolare di “Casa di Re Manfrì”, che la collegano alle leggende che circondano la figura di Manfredi, figlio naturale dell'imperatore Federico II. Nell'area dei Monti della Laga sono presenti i resti grandiosi di Castel Manfrino, che deve il suo nome allo stesso personaggio storico. A Natale nel borgo si allestisce un presepe vivente, mentre nei mesi di luglio e agosto è sede di cene medioevali, in cui i piatti vengono accompagnati da esibizioni di giocolieri e musici in costume.

L'acqua e la carta

Tornando in direzione di Ascoli ci troveremo a costeggiare il Borgo Cartaro, un piccolo quartiere che confina con la Cartiera Papale. Il luogo ha sempre ospitato dei mulini ad acqua, ma deve il suo nome all'impegno di papa Giulio II che volle un restauro completo della precedente struttura e ne fece a tutti gli effetti un polo industriale. Il restauro completato nel 2006 offre la possibilità di osservare l'intero ciclo di produzione della carta, con la ricostruzione di tutti gli antichi macchinari in legno, che sono stati impiegati fino all'inizio del '900. E' sede anche del museo naturale “Antonio Orsini” che presenta una vasta raccolta di fossili, conchiglie e minerali e lo straordinario erbario collezionato dallo scienziato ascolano. Inoltre i locali sono a disposizione per esposizioni temporanee, che vengono organizzate nel corso dell'anno. (Musei dala Cartiera Papale)

Askl, Asculum, Ascoli

Suggeriamo di lasciare l'auto al parcheggio Torricella, che con un ponte in legno sul Castellano e un ascensore, permette di raggiungere comodamente il centro storico di Ascoli. All'uscita dell'ascensore saremo infatti nei pressi di Corso Vittorio Emanuele, che troveremo in fondo alla discesa. Andando verso destra raggiungeremo Porta Maggiore e oltre il ponte la stazione ferroviaria. Alla destra del ponte si trova il campo Squarcia, presso il quale si svolge il Torneo Cavalleresco della Quintana (secondo sabato di luglio, prima domenica di agosto). Oltre il campo si trova la costruzione del Forte Malatesta che sovrasta il ponte di Cecco. Anticamente il Forte accoglieva le terme romane, che ricevevano l'acqua da una conduttura che aveva inizio a Castel Trosino. L'attuale aspetto si deve al progetto di Antonio Sangallo, realizzato alla metà del '500.

Tornando lungo Corso Vittorio Emanuele verso il centro cittadino incontreremo il Battistero di San Giovanni, a pianta ottagonale, lungo la fiancata della Cattedrale di Sant'Emidio. Per poter ammirare in pieno il gioco delle forme tra la facciata della Cattedrale e la piccola costruzione del Battistero dovremo porci a metà di Piazza Arringo sulla quale si affacciano alcuni degli edifici più importanti di Ascoli.

La Cattedrale è costruita sui resti della Basilica del Foro Romano (edificio destinato all'amministrazione della giustizia), ed è possibile osservarne i resti scendendo nella Cripta. La chiesa è stata edificata all'incirca a partire dall' 700 dopo Cristo, e ha trovato l'attuale aspetto solo intorno al 1500. All'interno del Duomo sono conservati un grande polittico di Carlo Crivelli, importante pittore di scuola veneta attivo in area marchigiana nel XV secolo, e un paliotto in argento, che con una sequenza di 27 formelle racconta la vita di Gesù. Sul fianco della Cattedrale, in corrispondenza del Battistero si apre la Porta della Musa, che deve il suo nome ad un'iscrizione, la cui origine è discussa. Il Palazzo dell'Arengo, che dà il nome alla piazza, è composto da due edifici, il Palazzo del Comune e l'Arringo. Oggi accoglie gli uffici del Sindaco di Ascoli e la sede della Pinacoteca Civica che accoglie dipinti di Tiziano, Tintoretto, Guido Reni, Carlo Crivelli, Pietro Alamanno, Cola dell'Amatrice, Giuseppe Pellizza da Volpedo.

All'interno della Pinacoteca è inoltre conservato il Piviale di Niccolò IV, un mantello con cappuccio destinato all'uso liturgico. Si tratta di un reperto di eccezionale valore, risalente al 1288, tessuto in seta e broccato a fili d'oro. Di fronte al Palazzo dell'Arengo si trova la sede del Museo Archeologico, che offre la possibilità di conoscere la civiltà Picena, preziosi resti d'età romana e alcuni reperti longobardi provenienti da Castel Trosino.

La piazza – salotto

Da Piazza Arringo, per Corso Trento e Trieste, ci spostiamo a Piazza del Popolo, celebrata come una delle più belle piazze d'Italia. Su di essa si affaccia il Palazzo dei Capitani, il fianco della chiesa di San Francesco e il Caffè Meletti, all'interno di un'elegante palazzina liberty. La piazza-salotto della città è il punto d'incontro degli ascolani, ed è particolarmente frequentata nel tardo pomeriggio, per lo “struscio”. Il palazzo dei Capitani nacque intorno al 1200, come sede del governo comunale, e successivamente ospitò i signori che si susseguirono nel controllo di Ascoli, assumendo l'attuale aspetto intorno al 1500 per l'intervento di Giulio II e dell'architetto Cola dell'Amatrice. La chiesa di San Francesco, in stile gotico, si presenta con la grande cupola e le torri campanarie, sulla cui sommità sono presenti simboli poco consoni alla religione cristiana, ma che rimandano a credenze più popolari e arcaiche, che vi lasciamo scoprire. Ai suoi fianchi sono addossati da un lato la loggia dei Mercanti, dall'altro il chiostro maggiore di San Francesco, impiegato anche per il mercato delle erbe.

Il palazzo in stile liberty del Caffè Meletti rappresenta una costruzione eccezionale nell'ambito del centro storico ascolano, e risale alla fine del 1800 quando era destinato alla sede delle Poste e Telegrafi. Fu acquistato nel 1905 ad un'asta da Silvio Meletti, che già produceva l'anisetta. Dalle sue sale sono passati cantanti e musicisti come Mario Del Monaco, Beniamino Gigli e Pietro Mascagni, scrittori e artisti come Hemingway, Guttuso, Mario Soldati, Sartre e Simone de Beauvoir, o politici come Sandro Pertini e Giuseppe Saragat.

Scoperte per le “rue”

Da piazza del Popolo la visita di Ascoli può proseguire nelle varie “rue” che portano a scoprire le antiche chiese di San Gregorio, San Pietro o di Santa Maria Intervineas, le porte cittadine come Porta Romana e Porta Tufilla o il teatro romano, adagiato sul fianco del colle dell'Annunziata. Lungo corso Mazzini si trova poi la Galleria d'Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” che oltre alle opere del grande pittore del '900 presenta esposizioni temporanee come quella dedicata a Tullio Pericoli, aperta fino a settembre 2009.

Noi suggeriamo però di prendere un po' di tempo e arrivare “rrete li mierghie” (dietro ai merli), una stradina medioevale che ha inizio al Ponte Romano di Porta Cappuccina (o Porta Solestà), che segue il corso del Tronto. Lungo questo percorso, lontani dal traffico e dalla confusione, è possibile sentire un ritmo improvvisamente più lento, diverso e naturale.

Piccola nota sulle olive ascolane

Il territorio di Ascoli produce una varietà di oliva verde, detta tenera, che dà un frutto piuttosto grande e polposo. Viene messa in salamoia e spesso servita per l'aperitivo. L'oliva “all'ascolana” è l'oliva tenera farcita con carne, infarinata, impanata e fritta. Si può acquistare già cotta in cartocci, assaggiare nei locali pubblici oppure ci si può affidare ai diversi negozi di pasta all'uovo e rosticcerie che la preparano artigianalmente, per scoprire quale sia la migliore.

Scheda Itinerario

Luoghi
Ascoli Piceno, Castel Trosino
Durata
Mezza giornata per una visita rapida, che non preveda l'ingresso nei musei o negli edifici storici. Visita di Castel Trosino, circa 30 minuti. Ascoli è raggiungibile con la superstrada Ascoli-Mare in circa 20 minuti. Dall'uscita di Ascoli centro a Castel Trosino sono necessari circa 15 minuti.
Kilometraggio
circa 70 Km andata e ritorno Porto d'Ascoli - Ascoli - Castel Trosino.