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Tessuti
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Ogni famiglia contadina ha il suo telaio per la tessitura casalinga per produrre in proprio ogni genere di tessuto

La lavorazione della lana ha notevole rilevanza nel Piceno, specialmente tra Medioevo e Seicento, nei centri di Ascoli Piceno e Fermo, ai quali si aggiunge poi anche Amandola, centro dei Monti Sibillini. È proprio ad Amandola che l’attività della tessitura resiste più a lungo con costanti rapporti commerciali con l’Europa.

Anche la lavorazione della seta è attività di tradizione secolare nel Piceno. Ad Ascoli, a partire dal Quattrocento, si coltivano i gelsi per la produzione della seta. La massima fioritura di questa attività si ha nel Piceno tra Ottocento e Novecento. Anche nell’area fermana la lavorazione della seta raggiunge livelli considerevoli.

Ogni famiglia contadina ha il suo telaio per la tessitura casalinga per produrre in proprio ogni genere di tessuto. Una diffusione consistente dei laboratori domestici si ha a Petritoli, Monterinaldo, Monteleone di Fermo e Rapagnano, nel Fermano. A Monteprandone, Colli del Tronto, Castorano, Offida, Castignano, Rotella e Folignano, per quanto riguarda l’Ascolano.

La preparazione del telaio è un’operazione molto complessa, più dell’effettivo procedimento di tessitura e confezione del prodotto. Preparare il telaio non vuol dire infatti solo inserire la materia prima da tessere, ma anche predisporre gli accessori e le varie componenti del telaio. Il semplice allestimento del telaio in sé richiede all’incirca una settimana. La più complessa operazione preparatoria è quella dell’allicciatura. I fili devono essere intrecciati uno ad uno passando attraverso i licci, dispositivi che sollevano e abbassano i fili dell’ordito, permettendo la formazione della trama e quindi la realizzazione del tessuto.

Nel Novecento la lavorazione artigianale dei tessuti si trasforma fino a diventare industria. L’attività di tessitura artigianale resiste ancora in alcune aree dell’entroterra piceno, soprattutto per quanto concerne la lana.