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I Musei
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Ben 6 musei raccolgono e catalogano l’immenso patrimonio artistico e culturale della città, e ne conservano intatta la memoria per accogliere il visitatore

Il ricco passato della città ha reso doveroso collezionarne e catalogarne la memoria nei diversi musei disseminati tra le vie del centro storico. Di seguito forniamo una sommaria descrizione, con le indicazioni per poterli raggiungere e prenotare visite.

Pinacoteca Civica

Istituita ufficialmente il 4 agosto 1861, vigilia della festa patronale di Sant’Emidio, la cospicua raccolta artistica, con oltre 800 opere esposte, è nell’imponente Palazzo Arringo. I due primi allestitori attinsero opere dalle quadrerie dei monasteri di Sant’Angelo Magno, di San Domenico e dei Gesuiti, entrate a far parte delle proprietà comunali a seguito della soppressione degli ordini religiosi decretata dal prefetto Valerio nel gennaio 1861. La collezione si arricchì ulteriormente nel 1909 con 12.000 stampe e disegni ceduti da Giulio Gabrielli; nel 1917 con l’arrivo di numerose opere ottocentesche concesse in deposito dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma; nel 1920 con l’acquisizione del legato Ceci (una collezione costituita da più di cento dipinti, sculture e ceramiche, lasciate dal chirurgo Antonio Ceci alla sua città natale) e quindi con i numerosi dipinti acquistati dalle amministrazioni comunali succedutesi fino ad oggi. Tra le preziose opere custodite spiccano per importanza: il Piviale del XIII secolo, di manifattura inglese, donato nel 1288 al Duomo di Ascoli da Papa Niccolò IV, i dipinti di Carlo Crivelli (i due trittici di Valle Castellana XV sec.), Cola dell’Amatrice (La salita al Calvario,1527), Tiziano (San Francesco riceve le stigmate, XVI sec.), Guido Reni (Annunciazione, 1575), Strozzi, De Ferrari, Magnasco, Mancini, Morelli, Palizzi e Pellizza da Volpedo (Passeggiata amorosa, 1901); le collezioni di ceramiche e di strumenti musicali. Le sue sale sono ricche di arredi antichi, in buona parte della famiglia Sgariglia, con rare consolles, poltrone, specchiere e cassettoni del XVIII e XIX secolo che, con i preziosi tendaggi ed i lampadari di Murano, ricreano l’atmosfera e la suggestione di un palazzo aristocratico.

Museo Diocesano

Piazza Arringo, 10/B   -   Tel. 0736/252883
Il Museo è situato nel palazzo dell'Episcopio e comprende anche una sala del Palazzetto Roverella affrescata dal pittore vicentino Marcello Fogolino con storie di Mosè (1547). Istituito nel 1961, contiene dipinti di Carlo Crivelli, Pietro Alamanno, Cola dell'Amatrice, Ludovico Trasi, Carlo Allegretti, Nicola Monti, Giovan Battista Gaulli (Baciccio) nonché opere di oreficeria, sculture lignee ed in pietra di arte marchigiana ed abruzzese dei secc. XIII-XV. Di straordinaria importanza sono la statua d'argento e il Braccio reliquiario di S. Emidio, opere rinascimentali di grande pregio dell'orafo ascolano Pietro Vannini. Di notevole interesse sono inoltre gli affreschi trecenteschi staccati dalle chiese di S. Vittore e dei S.S. Vincenzo e Anastasio e le due sculture del '300, raffiguranti Adamo ed Eva, provenienti dalla chiesa di S. Agostino.

Museo Archeologico Statale

Piazza Arringo, 28   -   Tel. 0736/253562.
Aperto nel 1981 nel restaurato Palazzo Panichi, il Museo dal 3 marzo 2001 è aperto al pubblico con un nuovo allestimento che comprende una panoramica dei rinvenimenti del territorio ascolano dal Paleolitico al Medioevo, incorporando sia la ricchissima collezione civica di Ascoli, raccolta per lo più nell'ultimo quarto dell'800, sia rinvenimenti da scavi recenti. Molti reperti archeologici sono esposti per la prima volta; alcuni sono stati scavati sotto la città, altri sono stati recuperati da un abbandono di decenni. Il museo si articola su tre piani dedicati rispettivamente alla preistoria, alla civiltà Picena, all'età romana e medievale. Il nucleo principale dell'esposizione è pero' centrato sulla civiltà Picena. Si segnalano i cinturoni femminili del Salino, la parure bulinata di Monteprandone, le produzioni orientalizzanti. Imponente è poi la collezione di oltre cinquemila ghiande missili, i proiettili con iscrizioni, spesso offensive, che testimoniano la resistenza picena alla romanizzazione del territorio. Per l'età romana si segnalano lo splendido mosaico ad erma bifronte dal Palazzo di Giustizia e il ritratto di Traiano. L'alto medioevo è documentato da materiali comuni e numerosi gioielli in bronzo, oro, pietre e filigrana che testimoniano la presenza di bizantini, goti e longobardi. Tra gli altri è esposto qualche corredo della famosa necropoli di Castel Trosino, alle porte di Ascoli, conservata per quasi interamente al Museo Nazionale dell'Alto Medio Evo a Roma.

Galleria d'Arte Contemporanea "Osvaldo Licini"

Corso Mazzini, 39 (Polo S.Agostino)    -   Tel. 0736/248262 - 0736/248263
All’inizio degli anni ’60 Ascoli, pur vivendo una vivace stagione culturale, non aveva ancora un’istituzione civica che rappresentasse i movimenti artistici del Novecento. Colmò questo vuoto il pittore Ernesto Ercolani, già direttore della Pinacoteca dal 1949, con la creazione di una collezione d’arte contemporanea limitata alla grafica: la Civica Galleria d’Arte Grafica Moderna, inaugurata il 18 ottobre 1964 nelle sale del cinquecentesco palazzo Malaspina. L’obiettivo di allargarsi alle altre forme d’arte per creare una vera e propria galleria di arte contemporanea era stato fin dall’inizio negli intendimenti dei curatori, ma solo nel 1977 la galleria d’arte grafica diventò Civica Galleria d’Arte Contemporanea. Alla fine degli anni ’90 entrano a far parte del patrimonio museale della galleria, oltre a numerosi dipinti di artisti come Fontana, Matta, Hartung, Morandi, De Pisis e Severini, 40 dipinti e 38 disegni di Osvaldo Licini, provenienti dalla collezione di Caterina Celi Hellstrom, figlia adottiva della moglie di Osvaldo Licini. Forte di questa nuova prestigiosa dotazione che ne fa una delle maggiori gallerie d'arte contemporanea delle Marche, la galleria “Osvaldo Licini” nel 1999 si trasferisce presso l’ex convento di S. Agostino e viene intitolata al Maestro di Monte Vidon Corrado, il cui tormentato percorso creativo, che spazia dal figurativo all’astratto, è possibile ripercorrere per intero visitando questo museo. Nel 2007 la Galleria si è ulteriormente arricchita (grazie alla concessione in deposito, da parte della Fondazione Carisap) di 50 disegni preparatori, realizzati nel 1988 da Tullio Pericoli per la decorazione della Sala Garzanti di Milano. Tra gli autori di maggiore rilievo sono presenti, oltre Licini, Giorgio Bompadre, Giuseppe Capogrossi, Emilio Vedova, Gino Severini, Lucio Fontana.

Musei della Cartiera Papale

Via della Cartiera, 1    -   Tel. 0736.277554 - 0736.252594
Negli edifici ristrutturati dell'antica Cartiera Papale di Ascoli Piceno si sta costruendo un moderno Polo di cultura scientifico-industriale. Nelle sale della Cartiera sono esposte le ricostruzioni dei macchinari che, per secoli, sono stati utilizzati per produrre la carta. Un itinerario di immagini, video e suoni ricostruisce il tragitto compiuto dall'acqua all'interno della struttura, raccontando la storia della Cartiera e di chi ci lavorava. Al primo piano sono conservati i resti e le ricostruzioni delle macine di Porta Cartara. Al terzo piano è conservata la collezionenaturalistica del farmacista e studioso ascolano Antonio Orsini (1788-1870). La collezione raccoglie decine di migliaia di reperti di minerali, conchiglie, fossili e un ricco erbario. Mostre di scienza, arte e tecnologia vengono periodicamente ospitate nelle due sale espositive, dove un tempo si ponevano a essiccare i fogli di carta appena lavorati. Spazi attrezzati permettono di proporre attività sperimentali per le scuole di ogni ordine e grado. Animatori ed esperti propongono percorsi didattici adatti alle diverse età e ai programmi svolti. I Musei della Cartiera Papale organizzano visite guidate e attività di educazione ambientale nei dintorni della Cartiera e lungo il torrente Castellano. Una sala multimediale da 99 posti ed un'ampia aula informatica ospitano congressi, seminari e attività di formazione.

Museo dell'arte Ceramica

Inaugurato il 1° giugno 2007, il Museo dell’Arte Ceramica è ubicato al fianco della chiesa romanica di San Tommaso. Nei suggestivi ambienti e nel chiostro hanno trovato posto le ricche collezioni comunali ed i preziosi manufatti concessi in deposito dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e dalla famiglia Matricardi. Il museo è articolato in cinque sezioni che consentono di ripercorrere le vicende della produzione ceramica ad Ascoli Piceno, dai bacini in maiolica arcaica risalenti al XV secolo, alle produzioni dell’Otto e Novecento: vasi, piatti, urne, caffetterie, tazze realizzate dalla manifattura Paci (1808-1856), e dalla manifatture Matricardi (1920-1929) e Fama. Nella sezione dedicata al legato di Antonio Ceci (medico e collezionista ascolano) donato nel 1920 al Comune di Ascoli, sono conservati oggetti delle manifatture di Deruta, Faenza, Montelupo, Savona e Genova. Di notevole importanza è la sezione dedicata alla serie di mattonelle dipinte dai maggiori artisti castellani Francesco e Carlo Antonio Grue e Berardino Gentili, provenienti dal convento ascolano di Sant’Angelo Magno. Il Museo dispone di un attrezzatissimo laboratorio corredato di tornio e forni.

> Informazioni Utili

Orari

dal 1 ottobre al 15 marzo
dalle 10,30 alle 17,00
sabato e prefestivi dalle 10,00 alle 19,00

dal 16 marzo al 30 settembre
dalle 10,00 alle 19,00

dal 10 luglio al 20 agosto
apertura prolungata fino alle 23,00

chiusi il
lunedì (esclusi festivi) /1 gennaio mattina/24 dicembre pomeriggio/25 dicembre

Collegamenti Esterni
Rete Civica Musei
Mappa dei Musei