
Le principali peculiarità di un'unica, grande meraviglia della natura, a disposizione dell'uomo.
Ben 11 distretti ambientali turistico-culturali concorrono a comporre e diversificare il territorio del parco. I distretti sono stati concepiti per una fruizione del territorio in sintonia con le sue qualità ambientali e paesaggistiche. I confini sono puramente virtuali ma comunque necessari per individuare aree omogenee in cui operare interventi coordinati di valorizzazione e di gestione del flusso turistico.
La principale finalità è quella di esaltare le potenzialità di ogni singolo distretto, affinché la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali si armonizzi con le strutture economiche e sociali presenti sul territorio, migliorando i servizi del territorio attraverso l’offerta di itinerari attrezzati, centri visita, punti informativi e servizi per l’accoglienza e l’intrattenimento dei visitatori. I distretti sono:
La particolarità di essere posto a cavallo tra i territori che appartennero allo Stato Pontificio e al Regno di Napoli, ha valso al Distretto la denominazione “Tra i due Regni”. Un ruolo storico di terra di confine che questo singolare comprensorio aspro e selvaggio ha rivestito per secoli.
La faggeta è la tipologia forestale più diffusa ed interessa la fascia altimetrica tra i 1.000 -1.800 m. Con il faggio spesso si trovano tasso, agrifoglio, olmo e frassino che rendono i boschi tra i più interessanti e vari. Le quote più elevate sono ricche di sorgenti con le acque che si raccolgono in ruscelli e fragorose cascate.
Il distretto si estende lungo la Valle del Vomano ed abbraccia la Valle del Chiarino e il bacino lacustre di Campotosto, sviluppandosi lungo il tracciato stradale della ex-statale 80, uno storico percorso che risale ad epoca romana, detto “delle Capannelle”, dal nome del valico più alto posto ad una quota di 1320 m. 70 chilometri in 7 giorni è lo slogan che invita alla riscoperta emozionale ed escursionistica di un territorio ricco di paesi, storia, natura e folklore.Questo distretto racchiude le cime più alte del Parco, boschi, praterie d’altitudine, rupi e creste montuose e perfino l’unico ghiacciaio dell’Appennino, il Calderone.
Ci troviamo nell'antica Valle Siciliana, zona ricca di avvenimenti di importante significato storicco succedutisi nel tempo, feudo della potente famiglia dei Mendoza, nobili di Spagna, che ricevettero in premio la valle da Carlo V nell'organizzazione del Regno di Napoli.
Il distretto prende il nome dalla presenza in quest’area, localizzata sui contrafforti del Gran Sasso pescarese, da alcune grandi abbazie che tanta influenza hanno avuto nella regione, tra queste San Clemente a Casauria nel territorio di Castiglione, San Bartolomeo a Carpineto della Nora, Santa Maria Casanova a Villa Celiera. Oltre alle abbazie, il territorio offre anche gli antichi centri storici di Corvara e Pescosansonesco e la famosa area archeologica di Montebello di Bertona. Troviamo anche boschi, cime montuose e la grande valle del Voltigno che circonda l’interessante lago Sfondo, inoltre lo spettacolare canyon di Valle d’Angora.
Questo Distretto è il regno delle acque, il luogo del Tirino, il fiume sicuramente più importante del Parco per valenza naturalistica. Il fiume ha formato e segnato la storia di questi luoghi nell’ambito di una vallata che crea un ambiente unico in quota. Le temperature mediterranee favoriscono in questa conca un microclima unico nel suo genere che consentono produzioni di vino molto pregiate.
Oltre all’ambiente naturale caratterizzato da praterie a perdita d’occhio e steppe che custodiscono rarità faunistiche e floristiche, va sottolineata la presenza di un paesaggio agrario di grande pregio. Infatti, in quest’area più che altrove, si sono conservati paesaggi rurali di origine molto antica come i campi aperti risalenti all’alto Medioevo
Ci troviamo nel cuore selvaggio del Gran Sasso. Rupi, precipizi, valli glaciali e antiche morene si alternano in un ambiente unico a cui fa da sfondo Campo Imperatore, il Tibet d’Europa. È sicuramente uno dei paesaggi montani più singolari e straordinari d’Italia. Su queste montagne si concentrano flora e fauna uniche, fatte di specie endemiche come la stella alpina dell’Appennino, l’adonide distorta, l’androsace di Matilde o la vipera dell’Orsini.
Il territorio è interessato da vaste estensioni di boschi, in particolare faggete e cerrete, inframezzati da coltivi e pascoli. Le acque pure, l'inaccessibilità dei luoghi e la tutela, hanno favorito la permanenza di una vitale popolazione di gambero di fiume, altrove fortemente decimato oppure del tutto scomparso. Il paesaggio agrario di questo Distretto richiama alla mente quello dell'Europa centrale e settentrionale. Campi coltivati e pascoli delimitati da folti siepi, strade e corsi d'acqua segnati da salici capitozzati o da lunghi filari di pioppo nero e grandi alberi di peri e meli che punteggiano i campi.
Una zona ricca di sorgenti con ambienti naturali e suggestivi, legati all'acqua ed alle sue notevoli capacità di modellare il territorio. Le impervie pendici di arenaria sono rivestite da vaste estensioni di boschi: faggete, in alto, e cerrete e castagneti alle quote inferiori. Grande interesse scientifico riveste il comprensorio di Agro Nero, nel territorio di Accumoli. Si tratta di un area ricca di sorgenti, pozze e stagni perenni tra cui il Lago Secco e quello della Selva.
La via Salaria, confine settentrionale del parco con l'importante funzione commerciale, collegava Roma con Ascoli Piceno e il mare Adriatico. È lungo il fiume Tronto che riaffiorano le antiche vestige di questa "Via del sale". Le foreste che ammantano i contrafforti settentrionali dei Monti della Laga costituiscono l’elemento ambientale di maggior pregio, tra cui spicca il Bosco di San Gerbone, uno dei meglio conservati in Italia. I piccoli borghi costruiti in pietra arenaria con le caratteristiche balconate di legno sono diffusi e aggrappati alle montagne immersi negli antichi castagneti con alberi monumentali che hanno costituito per secoli la principale fonte economica del territorio. Nella vallata scorre il Tronto, tra bancate di arenaria e depositi di travertino, la pietra con cui sono stati realizzati i pittoreschi paesi della vallata e la città di Ascoli.


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