
La sintesi del patrimonio ambientale e culturale del Parco, raccolta in una complessa ed articolata rete.
Ospita un museo interattivo sul Camoscio d’Abruzzo. Pannelli didattico-informativi illustrano le vicissitudini di questa speci scomparsa dal Gran Sasso più di 100 anni fa, e ne documentano le fasi di reintroduzione. La complessa operazione che ha riportato il camoscio sulle montagne del Parco è stata rafforzata dalla realizzazione di un'area faunistica, prossima alla Cascata del Vitello d’oro, di circa quattro ettari che accoglie diversi esemplari.
L’esposizione nel Museo è unica in ambito Europeo per le tematiche affrontate e per la sua originale organizzazione interna, con zone per giochi ed esperienze sensoriali che dal Museo si allargano verso la montagna, verso l’Area Faunistica e verso il sentiero naturalistico fruibile dagli studenti per indimenticabili giornate in natura, in cui l’animale simbolo del Parco li accompagna alla scoperta degli ambienti montani.
Il Museo permette di esplorare le biodiversità del Parco e costituisce un’iniziativa del tutto originale, una delle poche del suo genere in Europa. Ospitato nel convento di San Colombo, il museo illustra, in maniera semplice ma rigorosa, la grande ricchezza e diversità delle piante che crescono nel territorio del Parco, i fattori e le cause che l’hanno determinata, nonché l’importanza di conservare e salvaguardare questo ricco patrimonio biologico.
Il visitatore compie un vero e proprio “viaggio virtuale” nei diversi ecosistemi e nei paesaggi vegetali dell’area protetta, scoprendo la straordinaria eterogeneità di un territorio che si colloca tra le zone di maggior interesse naturalistico in Europa e nel Mediterraneo.
La visita al museo risulta divertente e stimolante, grazie anche all’uso di immagini, filmati, animazioni e al materiale di origine vegetale esposto che può essere toccato e manipolato.
La struttura ben si presta alla fruizione da parte degli studenti e degli insegnanti di tutte le scuole e delle stesse università. La visita al museo può essere completata ed integrata con quella all’attiguo Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino con il suo grande erbario e carpoteca e, tra breve, anche con la visita al giardino botanico e al relativo vivaio. Un sentiero permette di inoltrarsi nell’antica selva dei frati che circonda il convento, uno degli esempi meglio conservati di querceto nell’Italia centrale.
Quello del Legno è un museo interattivo, un viaggio virtuale dal Bosco agli antichi mestieri, dal legno come materia vivente al legno come materia prima. Immagini, animazioni e manufatti artigianali danno vita ad un percorso didattico che conduce i ragazzi attraverso le faggete, fra i suoni degli animali del bosco fino alla bottega del falegname. E’ proprio il legame storico con la comunità di Arischia, che per secoli ha avuto il bosco come unica fonte di sostentamento, ad aver ispirato la localizzazione di questo Museo.
Il Museo assolve a un duplice compito, non solo quello educativo ma anche quello di promuovere la conoscenza di mestieri che ormai rischiano di scomparire. Fra i reperti esposti, infatti, ci sono le famose “arche” in legno di faggio, tipici manufatti dell’artigianato tradizionale di Arischia, destinate principalmente alla conservazione del pane, la cui produzione il Parco intende rilanciare attraverso corsi specifici, e alle quali lo stesso Ente ha recentemente dedicato la pubblicazione di un volume che ne traccia la storia. Le arche sono costruite senza ausilio di chiodi ma solo con magistrali incastri di tavole lavorate con l’ascia. Tra le altre attività anticamente legate al bosco, è documentata nel Museo l’antica produzione del carbone vegetale, della cui pratica nella Val Chiarino si possono ancora notare le numerose piazzole ove venivano costruite le carbonaie.
La densità dei rinvenimenti di preziosi reperti archeologici in numerosi siti dell’Area Protetta, hanno sollecitato azioni di valorizzazione di questo importante patrimonio culturale. In particolare attraverso l’istituzione di un Museo in grotta presso la Grotta S. Angelo a Ripe di Civitella del Tronto, con una capanna Preistorica ricostruita all’interno del Centro Visite del Parco di Ripe di Civitella e l’allestimento dell’Antiquarium di Castel Manfrino presso il Centro visite di Macchia da Sole.
Grotta S. Angelo, la cavità naturale più importante della Montagna dei Fiori, nota agli archeologi per gli interessanti reperti risalenti al Neolitico e all’Età del Bronzo, dopo un lungo periodo di abbandono e di degrado è tornata ad essere un prezioso simbolo della preistoria italiana. Al suo interno una serie di pannelli illustrativi guidano il visitatore lungo il percorso in grotta la cui visita è favorita dalla illuminazione di torce elettriche apposte sui caschi protettivi offerti in dotazione dall’Ente Parco.
Quella tra uomo e lupo è una relazione millenaria; ma, se nel tempo il lupo è rimasto un abile predatore, il nostro ruolo è cambiato: da cacciatore e raccoglitore siamo diventati allevatori, modellando il paesaggio in base alle nostre esigenze ed abbiamo visto nel lupo figure via via differenti, dal magico simbolo di forza e intelligenza al feroce assassino, all’animale nocivo. Oggi l’uomo ha necessariamente un ruolo nuovo, di responsabilità nei confronti delle risorse del pianeta e, in particolare, della diversità biologica. Deve quindi guardare anche al lupo con occhi nuovi e attenti. Ecco allora che il museo del lupo ad Arsita diventa uno spazio di informazione e sensibilizzazione, rivolto soprattutto alle nuove generazioni.
Il Museo, grazie ad un complesso apparato multimediale, permette un’esperienza emozionale coinvolgente favorendo un interscambio tra uomo e lupo dagli esiti inaspettati e sorprendenti. Il fine è di avvicinare i ragazzi ad una nuova visione della fauna selvatica, che preveda una salvaguardia attiva.
Il fascino del lupo, presenza furtiva e discreta dei boschi del Parco, emerge con tutto il suo carico di suggestioni ancestrali e di mistero. Se il suo ululato è il suono più possente e selvaggio, agghiacciante e affascinante che sia dato in natura, è sulla imitazione del suo richiamo che i ragazzi giocheranno la piena adesione allo spirito del Museo, per una conoscenza quanto più approfondita e corretta di questo straordinario ed intelligentissimo animale.

dal 15 giugno al 15 settembre
mattino: dalle 9,30 alle 12,30
pomeriggio: dalle 15.30 alle 18.30 (lun-giov)
sabato: dalle 9,00 alle 12,00
domenica: dalle 9,00 alle 13,00
dal 16 settembre al 14 giugno
mattino: dalle 9,00 alle 13,00
pomeriggio: 15.30 alle 19.30
sabato e domenica: dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30
chiusi il
lunedì (esclusi festivi) /1 gennaio mattina/24 dicembre pomeriggio/25 dicembre

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