
Dall'antico teatro romano ai fasti moderni del Ventidio Basso, la tradizione artistica del capoluogo piceno è forte e consolidata.
Il Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, dalla struttura neoclassica, è uno dei 63 teatri storici delle Marche ed uno dei quindici della provincia di Ascoli Piceno.
Il Ventidio Basso continua e materializza la millenaria tradizione culturale cittadina, presente già nell'antichità con il teatro romano. Sulla sua scena compaiono i più bei nomi del teatro italiano e europeo: compositori e direttori d'orchestra come Clito Moderati, Pietro Mascagni, Alberto Fianchetti, Antonio Lozzi, Riccardo Zandonai, Primo Riccitelli, Primo Riccitelli e molti altri. Artisti del bel canto come Nazzareno De Angelis, Carlo Galeffi, Luciano Neroni, Beniamino Gigli, Riccardo Stracciari, Carlo Tagliabue, Giovanni Malipiero, Aldo Protti, Toti Del Monte, Virginia Zeani, Renata Tebaidi, Giorgio Neri, Mario Del Monaco, Giusy Devinu, Katia Ricciarelli, Leo Nucci e Kathleen Cassello.
Per non dire poi dei grandi lirici ascolani Clarice e Publia Marini, Linda Barla, Luigi Marini, Carlo Cava, Antonio Galiè e dei violinisti Attilio Palermi, Gioacchino Pasqualini.
Le attività e le produzioni del Teatro Ventidio Basso sono attualmente impegnate anche in collaborazioni importanti con molti teatri e festival culturali in tutto il mondo mettendo in risalto le nostre antiche tradizioni teatrali e culturali da sempre apprezzate ovunque. Sulla scia della millenaria tradizione del teatro ad Ascoli Piceno, ci auguriamo che l'illustre passato continui ad essere riferimento costante e pietra di paragone della cultura picena.
Il teatro Filarmonici con la tipica forma a ferro di cavallo, progettato dall'ascolano Giacinto Cantalamessa, presenta due ordini di palchi ed un loggione; l'interno è stato decorato dallo scultore Giorgio Paci. E' attualmente in corso il restauro dell'edificio.
Costruito sul pendio naturale del colle Pelagico, giacciono i resti di un teatro romano, sorretto da sostruzioni costituite da muri semicircolari connessi da muri radiali irregolari in opera reticolata, disposti a diverso livello e uniti all'esterno dal muro semicircolare ad arcate su pilastri posti a quote diverse, con una sistemazione a terrazzamenti.
La cavea a semicerchio, con diametro di 98 metri, è divisa da un corridoio largo 2,70 metri in due ordini di sedili.
Si accedeva all'orchestra, attualmente interrata, tramite le parodoi (passaggi laterali). Si ipotizza che l'edificio scenico fosse largo 16,50 metri e lungo 95 metri.
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