
Il Piceno è terra fertile per la vite, coltivata in loco sin dall'antichità, tanto che il vino Piceno era famoso e rinomato anche a Roma.
Dobbiamo la riscoperta del vitigno Pecorino al Maestro Teodoro Bugari, che rintracciò una vigna su piede franco nel territorio di Arquata del Tronto. Le viti ultracentenarie arroccate sulla roccia non erano state attaccate dalla fillossera. Avviate alla selezione clonale furono reimpiantate dando vita ad una delle DOC più interessanti del Piceno.
Vitigno da sempre presente nell'ascolano, a differenza del pecorino di bassa resa produttiva, ha saputo mantenersi vivo anche nel dopoguerra per la sua attitudine alle alte rese per quanto, conseguentemente, di minor spessore qualitativo.
Il Montepulciano, vitigno autoctono del Piceno (inteso come territorio che si sviluppa da Senigallia a Pescara), si caratterizza per l'intensità e la tonalità del colore che dona al vino che giunge ad essere quasi impenetrabile.
Nella più ristretta area del Piceno Ascolano, il montepulciano assume importanza rilevante in quanto dona alla DOC Rosso Piceno struttura, forza e carattere a questo vino che, nella versione Superiore, compete ormai da anni con i grandi rossi italiani.
Questo vitigno a bacca bianca dall'alta resa e di buona acidità, ma di scarso tenore zuccherino, costituisce una buona base per i vini in combinazione a Pecorino e Passerina. Ne è un esempio il Falerio dei Colli Ascolani. Il buon fruttato, con sentori esotici, conferito al vino che se ne produce, lo rende adatto all'abbinamento anche con primi piatti non particolarmente strutturati e salsati. Se raccolto in vendemmia tardiva, il Falerio che lo contiene trova splendido abbinamento con le famose olive ripiene all'ascolana.
Il Sangiovese, diffuso nelle sue tipologie su quasi tutto il territorio nazionale, è particolarmente sensibile alle influenze pedoclimatiche della zona in cui viene allevato e acquisisce particolarità organolettiche nelle diverse aree di produzione identificando i territori di provenienza.
Nel piceno è particolarmente versatile, eclettico e dà vita sia a vini da bere giovani che a vini di grande struttura e forza tannica, i primi da gustarsi in abbinamento a primi piatti della tradizione dai sughi importanti preferibilmente a base di carne, i secondi sono invece tradizionalmente abbinati ad arrosti misti, carni rosse cotte alla griglia e pecorini stagionati.
Nessun commento ancora inserito.