
Una produzione ricchissima e varia contraddistingue il territorio ascolano sin dal 1400.
La tradizione dell’artigianato ad Ascoli Piceno è prima di tutto maiolica. Un’arte di grande pregio, già a cavallo tra il Quattrocento e il Cinquecento.
Nella maiolica ascolana arrivano autentiche ad oggi tutta la ricchezza dei colori della tradizione e la cura del particolare figurativo. Da ammirare infatti l’insieme ma anche il più piccolo dettaglio che rende preziosa l’esecuzione pittorica. Esperienza tecnica e gusto decorativo raffinato sanno dare alle opere grande impatto visivo.
Tanti i motivi tipici che hanno caratterizzato la storia decorativa della maiolica ascolana. Le geometrie e le foglie del Quattrocento e Cinquecento, i paesaggi castellani e la rosa ascolana del Settecento. E ancora, gli effetti marmorizzati e i festoni ottocenteschi. Per arrivare al Novecento con i suoi animali orientali, i motivi Liberty e Art Decò.
Dal punto di vista tecnico,la maiolica è tutto ciò che viene cotto almeno due volte. L’oggetto è forgiato a mano con l’argilla, può essere lavorato al tornio o mediante l’antica tecnica “a lucignolo”, assemblando insieme tubicini di argilla fino a definire la forma dell’oggetto. Con l’argilla si possono modellare anche sculture a tutto tondo o bassorilievi.
Molto importante la fase di essicazione, necessariamente lenta per evitare incrinature. Solo infatti quando l’oggetto è perfettamente asciutto, può essere cotto per la prima volta, ad una temperatura di circa 940°C. Il prodotto ottenuto da questa prima cottura è il biscotto.
La creazione viene quindi smaltata, con tecnica a immersione o a spruzzo. Poi decorata e cotta, per la seconda volta, ad una temperatura inferiore alla precedente di 20°C.
I colori esplodono in tutta la loro lucentezza. Molte delle tinte mutano, cambiano tonalità e acquisiscono brillantezza. Caratteristica degli ossidi che con la vetrificazione dovuta alla cottura riacquistano il colore originario.


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